Autor: P. SILUERA
Título:D'VNA ALTRA DI DON GONZALO di Siluera, Preposito Prouinciale nell'India della Compagnia di IESV, scritta in Cocchin nel mese di Gennaio 1557.al.P. Go*zalo Uaz di detta Co*pagnia in Portugallo.
Colección: AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558.
Lugar y Fecha: 157
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AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558. (p.1)

D'VNA ALTRA DI DON GONZALO di Siluera, Preposito Prouinciale nell'India della Compagnia di IESV, scritta in Cocchin nel mese di Gennaio 1557.al.P. Go*zalo Uaz di detta Co*pagnia in Portugallo.

Come la morte non si può ben dipingere, se non vedendo chi more, cosi la nauigatione di Portugallo all'India non la può ben narrare, ne manco credere chi non la vede. Non credo si vedano in luogo alcuno, sudori di morte, come quellì che accadono nella costa di Guinea; ne membri freddi come quelli che tagliano li freddi venti del capo di buona speranza; ne colpi tanto vehementi come quelli, che li mari danno alle naui in questo capo. Ne timori simili, à quelli che si sogliono hauere nel passar per questo capo istesso: per l'isperienza di tanti huomini, che si sono persi, e per li pericoli estremi che altri molti vi hanno passato, hor di dar in seco, hor ne gli schogli, hor d'incontrar con qualche naue, che pare habbia la morte tanti lacci, quanti palmi di mare. Di maniera che gl'esperti in essò tengono per aphorismo generale, che le naui che vengono di Portugallo all'India, e dal'India vanno a Portugallo, sono dalla diuina prouidentia solamente guidate, per cosi grandi e frequenti pericoli: e cosi pare realmente: Perche se ben'Iddio lascia il suo luogo alla diligenza humana, in questa nauigatione, niente dimeno pare al fine, che solamente gl'occhi e le mani sue diuine, bastano per far la ben finire. Molta fu l'accoglienza con laquale ci riceuette in Goa il Vicerè; e la frequenza di soldati che ci furno à (p.73)

torno per spedir le loro petitioni con esso è stata grande Et è tale la dispositione di questi paesi: che ricerca simili vfficii da noi: delche però, non poco seruitio à Dio ne soccedeua per che (oltre la edificatione e consolatione della gente) si son'espedite molte limosine, e fatte alcune paci, e leuati molti odii antichi e scandalosi. Ha fatto etiam gratia il Vicerè di perdonare ad alcuni in casi ragioneuoli, e importanti, alla salute delle anime. In modo che molti si sono aiutati. Concesse anche sua signoria non piccole gratie e fauori per la nuoua christianità. Andando il detto Vicerè in Bazain (che sara discosto incirca dugento venti miglia di Goa) andai nella armata sua, e mi metteuano in terra quando voleuo: e quantunque fubimo paesi di mori e gentili, predicauo pur alle volte nelle spiaggie, congregandouisi quelli dell'armata, e ben che le fuste, nellequali andauano alcuni degl'uditori, si partissero, aspettauano pur ebi il fine del sermone. Auanti che il Vicerè arriuasse in Chaul, che è nella via di Banzain, il Capitano della fusta nellaquale io andaua, mi condusse alla terra. La diuotion di quel popolo è molto notabile, non si contenta solo consentirui, ma van à cercarui, e interrogarui minutamente, notando gl'auisi e ricordi, che se gli danno, intorno alla salute loro. Mi fermai in Chaul sette, ò, otto giorni, nelli quali fui tanto occupato nelle confebioni, che non mi poteua preualere, e cosi anche nel predicare. Tutti quelli di Chaul mi stringeuano grandemente à farui vna casa, dando ebi per tal effetto vn grande e bello sito, e vna chiesa per lo principio, offerendoci generalmente tutti delle sue robe per far l'edifitio conueniente. Sempre che noi ci risolueremo d'hauer (p.74)

li habitatione, son certo che daranno principio alla fabrica detta. Da Chaul mene andai à Tanaa, doue la Compagnia nostra tiene vna casa, nella quale si fa non poco conuersione d'Infedeli. Ariuai da loro il di di Sa*ta Catherina, et nel medesimo giorno predicai alli nuoui chrisitiani, i quali ci fecero gran festa con li suoi taburri, e cornetti, e benche la musica non fusse molto buona, nondimeno il gusto della lor buona volontà, era grande. Al tardi si raunò gran numero di christiani e christiane della terra, e delli Cathecumini, alli quali vn fratello nostro insegnaua la dottrina christiana nella propria lingua loro, con tanto feruore e buon modo, che certo mi diede spetial diuotione. Sta questa terra.12.miglia da Bazan montando per vn fiume. Il di della concettione della nostra Donna (che è l'inuocatione della nostra chiesa) inuitammo il Vicerè, che staua in Bazain, il quale menò seco molta nobiltà di sua corte, e si celebrò il vespro con la musica, che lui tiene d'instrume*ti mirabili. L'altro giorno dopo la messa del.P.Vescouo Andrea, e della predica serra*mo il fantibimo sacrame*to nel sacrario della nostra chiesa lì fatta di nuouo con preocebione solennibima. La feste di qua si celebrano con tanta gratia e solennità, che al parangone loro mi paiono quelle di Lisbona, come di contado. Et anche dico nella diuotione trouo qui vantaggio: che realmente tal fantesca m'è venuta per le mani in confebione, che nella conuersatione sua e modo de procedere pareua vna stretta religiosa, che io mi stupiua di tanta sua perfettione. Ma torna*do à Tanaa era cosa da molto lodar Iddio, veder li gentili che si raunauano; Et l'ammiratio*e che pigliauano di veder le nostre feste. I nuoui christiani della terra riceuettero il Vicerè con (p.75)

molta contentezza, vscendo con molte barche pel fiume: sparando molta artegliaria, si dalla terra, come dal fiume, in modo che restò molto sodisfatto il Vicerè di loro, il che assai importò, per dar fauore e aiuto alla nuoua christianità: vedendo che non solamente si guadagnaua in quella, pel diuino seruitio: ma anchora per le forze del temporal stato e honore: e cosi è con effetto; Per che della nuoua christianita si può hauer molta gente di guerra, laquale dicono che in compagnia di Portughesi, combatte cosi bene ò meglio di loro. Questa fu la festa della mattina. Quella del tardi no* fu menore perche si fece vn celebre battesimo nel quale io battezai.45.persone tra maschi e femine. Dopoi fecemo vna procebione con tutti gli christiani della terra, che era per molto lodar Iddio, vedere l'ordine simplicità, e serenità della fede, e religione che si monstraua in loro. Mai mi ricordo hauere hauto tanta e cosi sostantial consolatione. Scriuendo questa, vn Catur venne co* gra* fretta e non memor allegrezza à darci nuoua che la naue Santo Paolo, era arriuata in Caulan, senza morirui p*sona alcuna, anzi vi nacquero tre nella via, del che sentimmo spetial co*solatione: impercioche il menor male che di lei credeuamo, quando al principio della nauigatione la lasciammo a dietro, era che fusse tornata à Portugallo. Ha voluto monstrar con noi Iddio.N.S. gran misericordia, impercioche mai si è veduto nell'India che verso il fine di Gennaio, arriuasse naue di Portugallo, se non questa. (p.76)