Autor: P. RODRÍGUEZ
Título: Copia d'vna lettera del Re di Fira*do, che è nell'Isola del Giappon, scritta al.P.M.Melchior.
Colección: AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558.
Lugar y Fecha: 1556
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Localización y transcripción: Carla Tronu



AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558. (p.1)

D'VNA ALTRA LETTERA DEL.P. Francesco Rodriguez scritta nel collegio di San Paolo della Compagnia di IESV in Goa alli.2.di Dece*bre.1556. per li fratelli della medesima Compagnia in Europa.

PAX CHRISTI.

CHARISSIMI IN CHRISTO FRATELLI. La charità, e anche la Santa vsanza, che è fra noi (p.65)

di visitarci per lettere, già che per la presentia corporale far non si può; m'inuitano à darui conto della nostra nauigatione. Dico adu*que primame*te, esser stato il nostro viaggio il più prospero; che da venti anni in quà (seco*do dicono) si sia fatto gia mai; perche partendoci il.P.Patriarcha e noi da Lisbona à.29.di Marzo.1556. giunsimo à Goa à. 6.di Settembre del medesimo anno; che sono cinque mesi, e otto giorni solamente:e di questi pur s'hanno à leuar.19.giorni: che ci fermammo in Mozambiche. Di maniera, che in quattro mesi, et mezzo, hauemo fatto di viaggio poco più ò meno di sedeci miglia. Arriuamo quattro naui insieme; in tre delle quali veniua tutta la gente di nostra Co*pagnia. Ordinariamente in sei mesi si fa questo viaggio; et qua*to diq*sto te*po più visi mettè, ta*to si reputa mala; et qua*to meno, tanto si tiene miglior la nauigatione. Questa è la somma. Ma perche sò, che vorrete intendere le cose più particolarmente, lo farò, secondo, che mi ricorderò. La prima settimana, che da Lisbona partimmo, tutti fummo conturbati dal Mare, che più, e chi meno. Io benche infin'alla Pentecoste non mi rihebbi al tutto ; poteuo pur far alcune cose di nostra profebione: e cosi oltre le letanie d'ogni sera, il giorno di Pasqua cominciai à predicare; e hà piaciuto al Signore darmi forze di continuarlo tutte le Domeniche e feste, dopoi della messa. Tutti gl'altri giorni hò insegnato di notte la dottrina chrsitiana, in fuora d'alcuni, nelli quali celo vietauano le grandi pioggie e venti.
Habbiamo hauto cnra de gl'infermi, visitandogli e puedendo lor bisogni; parte con quel, che pel nostro proprio bisogno portauamo; parte con quel, che cercauamo di limosina. Gran seruigio si può far à Dio.N.S. in queste naui, (p.66)
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perche oltre del souuenire gl'amalati corporal, e spiritualmente; nelle confebioni (senza lequali sogliono morire alcuni; per non vi essere chi ricordi loro quelche alle sue conscienze conuiene) alli sani si può dar anche special'aiuto; e maximè in fargli lasciar li giuramenti, bestemmie, e giuochi, come per gratia d'Iddio s'è fatto in questa nostra naue; la gente della quale quasi tutta habbiamo confessato il.P.Patriarcha, e io. Et alcuni l'han fatto tre et quattro volte in questo viaggio, alcuni altri l'han voluto far ogni otto giorni. Si sono fatte anche diuerse paci. Finalmente gl'essercitii di charità, che s'usano in terra, si vede per esperienza, che son più necessarii nel mare per aiuto dell'anime, che stanno in continouo pericolo. Torna*do al viaggio, la vigilia di pasqua passammo per l'Isola della Madera, e arriuammo à vista dell'Isole Canarie; doue mi mostrorno vna montagna, che dicono esser la più alta, ò delle più alte, che siano al mondo. Io non hò veduto almeno vna simile; perche di sopra delle nuuole si scopriua la sommità d'esso monte; doue si vedeua vna casa bianca; che dicono esser d'una chiesa di Nostra Donna. Seguitando il nostro viaggio, giunsimo verso il fine di Aprile all'altezza di sette gradi auanti la linea equinottiale; doue ci comintiò à visitar il.S.togliendoci in tal modo il vento: che non sò se in dieci ò dodici di caminabimo cosa alcuna: anzi ci pareua, che tornabimo à dietro: Finalmente rinforzando alquanto vn venticiuolo, ci cauò di là Iddio.N.S. Et à gl'otto di Maggio trapassammo la linea equinottiale; e aiutandoci anche vn poco più il te*po, passammo il capo di Santo Agostino; che è vna terra del Brazil laquale per non si potere alle volte passare, suol'esser causa, che tornino le naui à (p.67)

Portugallo. Habbiamo adunque corsa alcuni giorni la costa del Brasil; benche non à vista della terra; impercioche noi ci ritirauamo al mare: e cosi non habbiamo potuto visitare li Padri di nostra Compagnia, che lì sta*no. Il venerdi auanti la Pentecoste rinforzò tanto il vento che si ruppe l'albero della gabbia: e hauendolo por tirato sù con certi ingegni, che sogliono in ciò vsar, per racconciarlo, si ruppe vna gran fune, che lo sosteneua e piacque à Dio (pare miracolosamente) farlo cascar dritto nel medesimo buco, donde l'haueuamo cauato: il che se cosi non aueneua; secondo la molta gente che era nella gabbia, harebbe tirato alcuni seco e anche fatto assai danno à quelli di sotto. Il medesimo accadette quando si pose il nuouo albero; che rompendosi vna grossa corda che in alto lo teneua sospeso, volse Iddio, che nel medesimo luogo cascasse, doue lo voleuano mettere; Il che vi scriuo, accioche oltre di rendere gratie à Dio del beneficio fattone; habbiate anche particolar memoria per l'auenire, nell'orationi vostre, delli nauiganti che in si estremi pericoli nauigano per questi terribili mari; che pare nou si potria credere, se non da chi li proua e vede. Il Venerdi dopò la festa del Corpo di Christo ci sopragiunse vna tempesta, laquale durò senza punto allentar infin'al Lunedi seguente: nelli quali giorni molti della naue, ò forse tutti, haueuano poca spera*za di sua vita. Finalme*te il.P. Patriarcha benedisse vn poco d'acqua, e la buttò nel mare; e ecco che Iddio misericordioso rese la tranquillità e cosi con maggior animo comincia*mo à proseguir il nostro viaggio. Alli.18.di Giugno scoprimmo vna naue; laqual volsemo aspettar per saper qual fusse, e per acco*pagnarci anche con essa; piacque à Dio che fusse il Galeone, (p.68)
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nel qual veniua il Padre Vescouo Andrea. Potete considerar la consolatione che riceuemmo con la vista di nostri fratelli (i quali per gratia del Signore tutti veniuano ben disposti) essendo stati tre mesi, senza veder ne naue, ne terra alcuna. Et desiderando molto di passar il capo di Buona Speranza, volse Iddio. N.S. la vigilia di San Giouanni darci tanto buon vento, che la seguente mattina peruennimo alla vista della terra, che chiamano il capo delle Aguaglie e secondo l'opinione di marinari, hauendo in quelli due giorni fatto appresso quattro cento miglia; misi rapresentaua, che'l vigore delle vostre orationi ci rendeua quel ve*to tanto fauoreuole. Due di dopò la festa di.S.Giouanni fummo vn'altra volta vicini à perder la vita, impercioche ci sopragiunse vna gran tempesta dalla qual, per esser notte molto oscura, tanto manco posseuamo difenderci. Era anche la pioggia e turbini li più terribili, che non solamente io; ma altri antichi nel mare hauebino veduto, come affirmauano: Et ci tiraua il vento verso la terra, piangendo molti, e dicendo ad ogni hora qui si rompe, qui va al fondo la naue; pur Iddio.N.S. che altro haueua ordinato, aua*ti che la naue desse in seco; volse che ci sopragiungesse la mattina, e anche tempo col quale vscimmo da questo pericolo. La vigilia di.S.Giacomo arriuamo in Mozambiche e la seguente mattina vedemo la naue detta Fior del mare, nella quale veniua il Padre Don Gonzalo, che era la Capitana. Finalmente in spatio d'vn giorno arriuorno tutte quattro naui à quel porto. Doue predicai il giorno di San Giacomo; e allogiammo in terra il Padre Don Gonzalo, Meschita, e io: e confessammo molta gente; tanto di quella terra, quanto delle naui; e à tanti si mini- (p.69)

straua per noi il sagramento santo dell Eucharistia, che pareua fubimo in vna delle case della compagnia d'Europa: Et quantunque per esser quella terra tanto difficile et malsana che all'vscir del sole sogliono esser dette tutte le messe, per caggiion de gl'eccebiui caldi; nondimeno infin'altar di si è attesso alle confebioni. Si fecero anche alcune paci: Et si diede opera à rimedar certi abusi si importanza, che alcune persone notabili vsauano: del che ne seguì molto seruigio à Dio.N.S.
In questo luogò andai alcune volte à ragionar con li mori, vedendo lor moschea: e prouai con gl'effetti quanto poco sappiano ebi, difendere le cose della legge loro. Un giorno mi venne innanzi vn moro; che doueua esser soccessore del Cazis meggiore: hauendo studiato il precedente giorno tutto, e anche la notte per disputar meco; io gli dibi, che disideraua si trouasse presente alla disputa il Cazis maggiore, e altri mori: i quali vennero: Et sedendo tutti, domandai à colui, che meco haueua à disputare, che cosa era quella, che nella sua legge haueua studiato; rispose, che sopra due case, che Iddio teneua nel cielo, l'una per li buoni, l'altra per li rei: All'hora io procurando di pigliarlo in alcuna contradittione manifesta, acciò restabino confusi, gli domandai se la sua legge comandaua, che non dicessino bugia, sotto pena di peccato: rispose egli di si: e che era gran peccato dir bugia: rispose egli di si: e che era gran peccato dir bugia: all'hora gli dibi io, che anche la nostra sotto pena di peccato vietaua dir bugia: Et perciò credesse, che quanto l'hauerei detto, sarebbe vero e che lui parlasse medesimamente la verità. Et restammo di cosi esseguirlo, gli domandai adunque, che genti erano quelle, che andauano nella casa delli cattiui? (p.70)
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Mi rispose, che questi erano li Giudei e gentili: Doma*dai, chi erano quelli che andauano nella casa delli buoni? rispose non si saper in questa vita, se vi andauano i Mori, ò gli christiani, e prouandogli io, che la sua legge era mala, no* gli rendendo certi del fine, al quale doueuano peruenire: e questo con ragioni, che lo conuinceuano: Rispose all'hora che ben sapeuano ebi, che i Mori andauano alla casa delli auoni, e gli christiani nò. Dibi gl'io; perche hai dunque detta la bugia, contra il precetto della legge tua? e co*tra la promessa che poco fa m'hai fatta dicendomi prima, che non sapeui se i Mori, ò gli Christiani andarebbono alla casa delli buoni: e adesso torni à dir, che ben lo sai? Onde non sapendo, che dirsi, restò confuso. Et vole*dogli mostrar, che era imposibile, che fussero nel cielo quelle due case, e come erano in errore, gli domandai doue haueua egli imparato questo? Rispose, che lo diceua Machometto propheta: che fu il primo huomo, che Iddio creò nel mondo: etiam aua*ti, che Adam; e che stete nascoso infin'al tempo, che si manifestò, e che era fatto del corpo, e della sostantia d'Iddio, e mostrandogli io apertamente esser tutte due cose false, restorno conuenti. Et non sapendo in che risoruerla, disse il Cazis maggiore, che non poteuano star piu li in queste dispute; perche vn'altra volta, disputando vn lor Cazis con vn sacerdote christiano, e venendo alfine à parole co* lui; il Capitano della fortezza haueua fatto mettere detto Cazis prigione: e che perciò adesso non voleua gl'accadesse altro tanto. Et cosi sene andorno ostinati. Gia vedete charibimi fratelli quanto han bisogno d'essere raccomandati à Dio questi miserabili ciechi: qui nolunt intelligere, vt bene ag*t. Partimmo il giorno di Sa* Lore*zo da Moza*biche: (p.71)

e per gratia d'Iddio sempre habbiamo hauto il vento prospero infin'à Goa. Habbiamo qui molti christiani di nostra natione, come tenete di là, e molti altri nuouamente co*uertiti; e assai anche Mori, e Gentili da conuertire; e il luogo disposto, per molto seruir Iddio.N.S. è anche come vna scala, per tutte le bande dell'India.

Francesco Rodriguez. [p.72]