Autor: P. DUARTE
Título: COPIA D'VNA LETTERA DEL P. Balthassar Gago scritta in Firando alli.23.di Settembre.1555.al.P.M.Ignatio, preposito Generale della Compagnia di IESV.
Colección: AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558.
Lugar y Fecha: 1555
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Localización y transcripción: Carla Tronu



AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558. (p.1)

COPIA D'VNA LETTERA DEL P. Balthassar Gago scritta in Firando alli.23.di Settembre.1555.al.P.M.Ignatio, preposito Generale della Compagnia di IESV.

LA GRATIA ET AMORE DI IESV Christo sia nella nostra Compagnia e in tutti. Amen. L'anno del 49 giunse il P. M. Fra*cesco in quest'Isola del Giappon; nella qualle vi è gran numero di gentilità; e è gente bianca, molto ben proportionata: e negl'atti humani di molta politia. Caminò detto padre per quest'Isola due anni e mezzo e lasciando un Padre per nome Cosino di Torres e un fratello chiamato Giouan Fernandez e con loro da 500 christiani fatti: si partì per tornar all'India, e giunse al Collegio di Goa lanno del 52. E ordinate le cose, che gli parevano necessarie alla compagnia: nel medesimo anno rotornò, per tentare (p.20)
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se potria entrare nella China, e menò in compagnia sua gli fratelli Pietro d'Alaceua, e Duarte de Silua, et me siamo venuti in sua compagnia fin à Malacha, che è una fortezza del Re lontana dell'India 1500 miglia: e di là siamo presto partiti, per hauer trouato un nauilio in ordine, alla volta d'unisola che sta auanti la Prouincia della China, il cui porto doue i Mercanti traficano, è lontano di Malacha 1500 miglia: e giunti in questo porto con prospero viaggio, entrammo in vn'altro nauilio, che andaua al Giappon (è lontana dett'Isola dalla prima terra del Giappone.900.miglia Il.P. M. Francesco anche sequì il suo viaggio dopò noi alla volta della China con molti impedimenti cosi per parte delli Portughesi come anche p* essere prohibito il potere entrare in porti della China: di manera che etiam all'hora da Iddio.N.S. gli fu impedita questa entrata nella China; laquale lui molto desideraua: e si amalò, e in pochi giorni nel medesimo porto, doue giunse, diede il Signore fine alla sua peregrinatione; e al ministerio, al quale secondo sua profebione nel suo seuigio attendeua ma per che del Collegio di Goa doue fu portato il suo corpo hauerà saputo.V.R. il tutto particolarme*te no'l repeterò in questa.
Circa questa prouincia del Giappone dirò breuemente: quel che occorre: vi sono in quest'Isola due case della Compagnia ciò è, l'vna in Iamanguchi Citta che stà verso la tramontana in.34.gradi, e vn terzo: Iui stano il padre Cosmo di Torres e vn fratello nostro e due Giapponesi giouani che anchor predicano, e vi sono, altri due milia chistiani. Vn'altra in Bungo che è vn altro Regno di Amanguchi distante cento trentacinque miglia verso il mezzo (p.21)

giorno: doue il Re ne ha dato un Campo nel qual habbiamo fatto una casa e una Capella: e iui faranno da mille e cinquecento christiani, sono questi Giapponesi continui alla messa e predica che ogni di si fà: le domeniche e feste, è piccola la casa per loro. Quelli chi intendono; fanno profitto molto, e notabilmente si vedono segnalati nella vita fra gl'altri: e questi più communnemente sono li più poueri quali sono anche più capaci delle cose d'Iddio, et delli Santi Sacramenti. Gli principali della terra non si fanno cosi christiani: perche sono impediti dalla loro cattiua vita, e persuasi dal demonio, che non vi sia altro che questo mondo: e auenga che quando ascoltano, intendono il contrario, nientedimeno gli lega il demonio, e il mondo, che è il maggior aduersario che habbiano queste genti, per le loro anime. Li Re di queste prouincie sono nostri amici; alcune volte li visitiamo, e anche li suoi Gouernatori, per essere tale l'vsanza della terra.
Il modo di predicare nel tempo passato fu per un libro fatto nella lingua loro della vita de Christo: ma adesso se gli predica l'euangelio delle domeniche, e feste, per essere loro fatti capaci di cio: la qual dottrina à loro molto quadra; e con questa si sono auenduti molto più degl'inganni delle fette di questa Isola. Queste moralità predica bene il fratello Giouan Fernandez; e alcune volte sta nell'vna casa, e altre volte nell'altra per essere lui più pronto nella lingua giappo*ese, che nella sua propria. Anchora l'altro fratello Duarte predica; ma non hà tanto vso della lingua. Vi sono etiam alcuni Giapponesi che predicano molto bene: vero è che fra questi gentili quelli che si tengono piu honorati non si degnano cosi sentire quelli del suo paese; ma (p.22)
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nelli poueri fanno questi molto frutto; perche meglio li intendeno. Sono fatti due libri, scritti in sua lettera e lingua, l'uno tratta della vita de Christo, e laltro delli principi de ogni cosa; con questo però non dechiara la scrittura tanto bene le cose, come la parola; però sono necessari fratelli giouani, ben fondati nell'amor de Dio, e del probimo, accioche imparino questa lingua, laquale non é però molto difficile, Per quanto si vede questa impresa è grande, e.il N.S. per la misericordia sue li mena per molti mezzi di malatie, pouerta, vessationi del demonio e altre cause alla santa fede: e in quella si trouano de suoi trauagli allegieriti. Molto migliori christiani sarebbono questi Giapponesi se non fossero quasi tutti foggetti à Signori ministri del demonio, che sono infiniti in questa terra e la comune gente no* hà altra cosa propria eccetto le camiscie che portano vestite, à modo di dire: e tutta la vita loro depende dalle possebioni che gli danno li Signori: e come questi signori sono molto piu signoregiatti dal demonio, et e da loro i sudditi, riceueno da quelli molti impedimenti: ma quando il N.S. illuminerà questi grandi; ò per dir meglio quando ebi non resisteranno al suo lume e si conuertiranno: allhora sarà questa da douero vna bella christianità. Molti di questi Giapponesi, oltra gl'altri suoi peccati, ammazzano li figliuoli quando nascono, si per la pouertà; si etiam per la fatica d'alleuarli. Accadette restar quest'anno in questa terra vn portughese persona vertuosa per nome Luigi Dalmeida, e dandogli ragualio della perdita di quest' anime, si mosse à dare per questo effetto mille scudi de limosina habbiamo di ciò informato il.S. di questa terra, che in quel giorno ve*ne in casa nostra (il che (p.23)

fa spesse volte) e dandoli ad intendere le ragioni di quanto bene di qui vscirebbe, gl'ho domandato che mandasse fuori vn bando sotto certa pena che nessuno ammazzasse più li figliuoli, ma che secretamente li portassero allo spedale che faremo, doue si hauerà cura d'alleuarli cercando rimedii; accio che non morano per necebita, e se pur morissero li corpi; vadano l'anime al luogo d'eterna vita, piacque molto questo al Signore: e restò che in quel modo che noi voremo si farà: per che lui sapeua essere quello gran peccato, questo scriuo à.V.R. accio preghi il Nostro Signore che habbia bon successo quest'opera, con le altre molte, che sono incominciate per la misericordia de Christo.
Senza questi due Regni doue stanno le nostre case, sono christiani in vn porto di questa Isola per nome Firando e crescono ogni giorno piu, perche vi andiamo à predicar di la, è lontano da Bungo questo porto verso il capo di quest'Isola cento trenta cinque miglia per terra e per mare du gento settanta, verso il mezzo giorno, e è in altezza di.33.gradi larghi. Questo porto è il piu frequentato da nauilii portughesi; fra glaltri saranno in Firando cinquecento christiani; Il S. di questa terra è stato molto mosso à farsi christiano Et si è lasciato intendere che lo vol fare: ne diede vn Campo; doue con li Christiani habbiamo piantato vna gra* croce, il medesimo giorno di essa, che viene in Settembre, accio che li sieno li morti sotterrati. Parue bene al P. Cosmo di Torres la mia venuta in questa terra; cosi perche si confebino li portughesi come anche per insegnar questi nuoui christiani. Habbiamo menato con esso noi vn christiano Giapponese per nome Paolo grande predicator del euangelio e che in breue dechiara gl'ingani che vi (p.24)

sono in diecisette che hanno questi gentili Ancora gli parue bene che scriuebi questa lettera il che faccio infretta et breuemente; perche la Naue stà per partire di giorno in giorno Aspettiamo i* questa terra il P. M. Melchior Nugez presto, per che habbiamo nuoue che viene qua, e che è giunto à Malacha, e pare che per mancamento di passaggio non è venuto quest'anno l'altro che viene col fauor di.N.S. si scriuera à V. R. piu larga informatione di questa terra.
Questa terra è quà tanto fuora di mano, che passano tre e quattro anni senza che habbiamo nuoue alcune.
Del'anno del.49.in qua non si sono haute nuove dell'India se non quando noi venimo e per vna naue che passò di qua, della costa della China facendo merca*tia, Chiamasi il Capitano e Signore di quella, Duarte de Gamma huomo nobile; il quale dopò ch'io sono in questa terra non hà mai mancato di prouedere al bisogno nostro, e piu anche del bisogno. Dico questo accio. V. R. e quelli d ella Compagnia preghino Iddio per lui: egli si risolue ritornarsene in Portugallo e con li padri disidera co*fessarsi: et regersi per consiglio della Compagnia. Vostra Reuerentia n'aiuti con l'orationi, e raccomandi al Signore: questa prouincia del Giappone. De Firando à 23 di Sette*bre.1555.

Seruo in vtile di quelli della Compagnia. Balthasar Gago. (p.25)