Autor: P. DUARTE
Título: COPIA D'VNA LETTERA DI DUARte di Silua, della Compagnia di IESV, scritta in Bongo città del Giappon, alli.10.di Settembre.1555.per li fratelli suoi di detta Compagnia, che sono nell'India, e spetialmente in Goa.
Colección: AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558.
Lugar y Fecha: 1556
Localización: Microfichas UPF
Extensión del documento digitalizado:5.172 palabras / 30.980 caracteres

Localización y transcripción: Carla Tronu




AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558.

STAMPATA IN LA FELICE CITTA DE PALERMO PER GIOVAN MATHEO MAIDA.MDLVIII. (p.1)

IESVS.
COPIA D'VNA LETTERA DI DUARte di Silua, della Compagnia di IESV, scritta in Bongo città del Giappon, alli.10.di Settembre.1555.per li fratelli suoi di detta Compagnia, che sono nell'India, e spetialmente in Goa.
PAX CHRISTI.

CHARISSIMI IN CHRISTO fratelli viscriuerò, essendomi per obedientia comandato, le nuoue che mi occorreranno, tanto delli nostri, quanto delli Chistiani di quest'Isola. Doppo che parti di quà nostro fratello Pietro di Alcazeua, che fu nel mese di Settembre.1553. Restò all'hora il Padre Cosimo di Torres nella Città di Amangucci, e io restai con esso, e quattro altri Christiani; Lorenzo, che gia parla bene la lingua del Giappon, e Melchior, che sà già leggere e scriuere la nostra, e Giouanni e Francisco di Benguala, che aiutano nelle cose domestiche. In Bongo restò il.P. Baltassar Gago, con il nostro fratello Giouan Fernandex Amator, e Bartolomeo. In Iamangucci sempre s'è continuata la Messa, e perdicatione laqual si è fatta leggendo un libro, che si è fatto e tradotto in lingua Giapponese, e sempre quando si predica, la casa è piena di Christiani; iquali ordinariamente ogni mese danno una volta à mangiare alli poveri; e avanti de darglielo, li predicano, sempre hanno conti- (p.2)
A ii

nuato molti, de farsi Christiani dall'hora in qua; e gente nobile, delli principali del palazzo del Re: e ogniuno tiraua di casa sua alla via della verita chi.15.chi.20.persone. Si fecero Christiani due Bonzi della città di Meacho; e vno di loro è molto dotto nelle sue sette. Si mossero ad essere Christiani; vedendo il buon essempio della vita di Christiani. Fece costui avanti la conuersione sua molte interrogationi al Padre Cosimo: e li scoperse tutto il suo cuore; e quello che sentiua dell'anima, e del Creatore; e era in somma, che non ci fosse creatore. Pur volse chi l'haueua creato, darli gratia, che tanto chiaramente conoscesse l'error suo, con la risposta che li diede il Padre Cosimo che in breue tempo si mutò in vn altro homo, differente dal primo, come il cielo dalla terra: e si risolse di seuire à Dio con tutto il suo cuore, e di attendere al studio delle cose diuine; Per il che lasciate le cose tutte, à che prima attendeua, pigliò vna casetta à canto della nostra, dove co*le sue mani guadagna il suo vitto; è già sa scriuere la nostra lettera: e qui scrisse à nostro fratello Giouan Ferna*dez di sua mano vna molto bon scrita, cui copia qui vi mando. Spera il Padre Cosimo che saranno questi due buoni instrumenti per seruirsi e manifestarsi per loro Iddio N.S.nel Giappon. Si fece Christiano vn'homo, che passando l'età di.50.anni, mai volse adorar cosa nessuna per intendere, che fette del Giappon, erano tutte vane. E persona molto humana, e di gran fama, ingegnoso in lettere, e discreto Il suo nome è Paolo si mosse à farsi Christiano, vedendo la bona dottrina, che la sua moglie riceueua della legge di Christo; Laquale lei haueua prima presa; e fatto Christiano, ammirabilmente applicò il suo cuore (p.3)

alle cose d'Iddio, subito imparò le orationi e fece vn Rosario con la croce di sua mano propria, per dirlo scrisse tutta quella parte della scrittura, che era tradotta in lingua Giapponese e s'essercita in leggerla; e per intenderla, viene spesse volte à domandare alcune cose al Padre Cosimo. Da grande animo agli Christiani fatti, e muoue molti genti à seguitar la lege di Christo. Si fece vn fratello suo Christiano, non manco ingegnoso di lui; e altri molti pare*ti e conoscenti. E moltto laudata da tutti la sua humilta e vertù. Fece gran seruitio al Signor nostro in scriuere le cose, che erano tradotte in lingua Giapponese; accomodando meglio che prima non stauano alcune cose; perilche Iddio gli hà data tanta gratia, che à tutti piace la scrittura.
Si fece etiamdio Christiano all'incontro di questo vn gentil'homo principale de.80.anni incirca; il qual grandemente haueua honorato gl'Idoli: tanto che haueua grandi calli nelle mani del metterli in terra, quando li adoraua; secondo l'usanza de questi gentili. Si conuertì intendendo tanto chiaramente la venuta di suoi Idoli, che adesso non parla, senon delle fatiche intolerabili tanto indarno prese per loro; e di quanto staua cieco. Hà volunta di far vna capella in vn luogo, del quale lui è Signore; dove li Christiani d'esso si raunino, per amarsi insieme nel divino seruitio; e doue possa insegnarli. Trascrisse de sua mano vn libro tradotto in lingua e lettera Giapponese; e hà gra*de volunta di persuadere con tutte le sue forze alli suoi sudditi, che piglino la legge di Christo. Vn suo figliuolo aua*ti lui si fece Christiano. Intendono molto bene le cose d'Iddio, e vengono speso à sentir la messa, e le predicationi. Si fecero in vna inuernata.50.ò.60.Christiani in vna (p.4)
A iii

terra chiamata Aliano, tre miglia discosto da Iamangucci, sono tutti contadini che non sanno leggere ne scriuere. Con questo hanno ta*to feruore in parlar delle cose d'Iddio, che li molto letterati non hanno animo de parlar, quando li senteno, Infino ad vn Bonzo della lor terra, che li perturbaua contrastando con esso loro, vedendosi vinto, sene parti di la, e loro retorno allegeriti di tal fastidio. Si raunano molte volte in vno luogo à questo deputato; doue se essortano insieme, e animano nel Signore. Al tempo che fa maggior freddo in questa terra, mandò il.P. Cosimo in questo luogo Lorenzo nostro per predicare; doue s'aumentò molto el feruore loro e rimenò seco.12.persone per farsi Christiane quantunque veniuano mal trattati del freddo essendo fra loro alcune vecchie, e senza denti; e imparauano cosi presto il Pater noster tanto bene como se in tutta la vita l'hauessero studiato. Non vi è Christiano, che no'l sappia dire tanto ben pronuntiato come noi. Pochi di sono che dilà venne vn Christiano e ci disse, che s'erano gia multiplicati infino à.300.narrando molte cose del feruor loro, e come caminauano di bene in meglio.
La vigilia del Natale del.1554.s'empì la casa della Compagnia nostra di Christiani, gente nobile cosi homini, come donne; e ad vn'hora di notte cominciai io e Melchior à leggere quando l'uno, quando l'altro, quel libro che si volto in lingua Giapponese delle sei età, cominciando d'Adam infin'al fine del mondo: doue si tratta della creatione dell'homo, dello stato d'esso auanti che peccasse e del pecato suo; si tratta etiam del diluuio di Noe, della diuisione delle lingue, del principio dell'idolatria ruina di Sodoma; la historia de Niniue; di Gioseffo figliuolo di Ia- (p.5)

cob, della cattiuità delli figliuoli d'Israel, e liberatione p Moise; della legge data; dell'entrata nella Terra di promissione: del peccato e penitenza di Dauid; l'historia d'Eliseo e Iudith; della statua di Nabuchodonosor; e nel fine l'historia di Daniel. Il che tutto leggemo infin'alla mezza notte, consolandosi molto li Christiani; e co*fermandosi nella fede. Finita la lettione disse il.P.Cosimo la Messa cantata del che restorno molto consolati, per l'affetto gra*de che tengono alle cose d'Iddio. Dopò la messa del giorno, ho letto il principio della sesta età, che fu la venuta del saluatore nostro à questo mo*do, del che restorno tanto co*solati, che vedere l'allegrezza loro, e fermezza nella fede, era per render molte gratie à Dio.N.S.Dopò la messa e predicatione restorno in casa nostra, à mangiare con il Padre Cosimo, e diedero à mangiare alli poueri quel di e il sequente, deliberando d'honorare con tutte le sue forze la festiuità del.S.N.IESV Christo. Nella Quaresima sequente si frequentorno le confebioni con molta diuotione: e li digiuni per tutta la Quaresima: e spetialmente la settimana santa; e veniuano molti à dormire in casa per deuotione; e la notte vierano fra loro ragionamenti spirituali de molto frutto. Il di della Passione vennero molti Christiani alla chiesa, all'vfficio della Croce; Dopoi sentirono con grande deuotione la Passione in lingua Giapponese. Il di di Pasqua per la gratia diuina si ferno molti Christiani, et si p*dicò tutto il giorno infin'à due hore di notte, q*lche dopoi facesse, il Padre Cosimo l'ha scritto qui à Bungo in diuerse volte il che intenderete per vn summario, che qui metterò. (p.6)
A iiii

IESVS MARIA
CAVATO D'ALCUNE LETTERE
scritte d'Agosto per il Padre Cosimo de Torres.

COMINCIANO i poueri à farsi Christiani, e ogni di vengono diece ò dodici; Vero è che non li battezzamo subito, per prouarli prima alcuni giorni infin'a tanto che intendono ogni cosa molto bene, perilche domandano gratia à Christo.N.S.per partir le sue infirmità, e pouertà. Ho grande speranza, secondo che li vedo ferue*ti, che tutti si faranno Christiani.
IN ALTRA DICE.
Li poueri continuamente vengono alla predicatione, e si fanno alcuni di loro Chistiani, e imparano l'orationi: e ogni di vengono à dirle. Dopoi seli da una limosina, e sene tornano molto consolati, ringratiando Iddio del beneficio che gl'ha fatto.

D'ALTRA D'OTTOBRE
Sempre si fanno nuoui Christiani, e molti delli poueri; li quali la Domenica stanno à sedere ordinariamente e li Christiani che vengono alla Messa, li danno elimosina; Co*solandosi molto loro di pigliarla; e li ricchi di veder il buo* ordine; e tutti ringratiano Iddio del lume che gl'hà dato, per conoscere sua mala vita passata. E per rendere molte gratie à Dio come quelli gia Bonzi di Meaco, Paolo, e Barnaba suo Compagno: vanno ogni di crescendo, nelle vertu e fanno vergogna non solame*te à me; ma etiam à piu perfetti vencendoli in humiltà; e prego Iddio.N.S.li dia gratia di perseuerare infin'al fine. Hanno fatto vna casa aiutandoli, doue mangiano di quel che guadagnano con le (p.7)

sue mani; ne di casa nostra, ne d'altra parte vogliono pigliar niente: ne pensano altra cosa, se non come acquistaranno le vertù. La Vigilia de.S.Cosimo e Domiano, morse Ambrosio seruitor del Re; e vennero meco à sepellirlo piu di.200.Christiani. Portaua io vna cotta e stola; e Melchior vna cotta e vn crocifisso; e anda*mo quasi per tutta la Città di Iamanguchi, per esser la sua casa molto discosta per pigliar il corpo e al tornare lo porta*mo col calaletto alto e con molti lumi, tal che era piu chiaro che di giorno e lo spellinimo con la maggior solennita che si è potuto: per il che li suoi parenti, e la maggior parte della Città si sono molto commobi à farsi christiani; se pur vi sarà chi li predichi. Diede la moglie d'Ambrosio per elimosina, quatro giorni da mangiare alli poueri e per vna casa, che si ha da far per loro, molte robbe. Per questa casa di poueri tenemo gia sito, che diede un Christiano: incirca il Marzo, che viene si incomincierà. Grande è l'elimosina, che fanno li Christiani di Iamanguchi, e ogni mese danno tre ò quatro volte da mangiare alli poueri doue prima lo faceuano vna. Nel Nouembre e Decembre, scriue che si passorno Pauolo e Barnaba a casa nostra, dando grand'edificatione agl'altri di quella, e che li Christiani attendono à far vna casa per li poueri; e que hanno fatta prouisione di riso; e mettono insieme danari per cominciare, passati li freddi, à fabricarla. Scriue anche che fa vn'altra casa nuoua per la Compagnia, per che la vecchia staua mal trattata; e con le pioggie hebbe paura non li cascasse adosso.A.27.di Giugno dice si finì detta casa, e à.28.si cominciò à dire Messa in quella predicandosi molti giorni sopra l'edificatione della nuoua Chiesa: Fin qui (p.8)

posso scriuere delle cose di Iamanguchi.
Le nuoue di Bungo non manco occasione cidano de render gratia à Dio.N.S.Nell'anno del.1553.per alcuni giorni ci sono state tirate assai pietre, per che vi era fama che mangiauamo gl'huomini. Ma subito che il Re l'ha saputo, mandò à casa nostra e il tutto si quietò. Fu quella grand'occasione di prouarsi li nuoui Christiani, perche all'hora si mostrauano piu saldi e constanti nella via cominciata. Vegiauano la notte guardando nostra casa, il che faceuano anche di giorno. Sempre s'è continuata la predicatione per li Christiani, e dispute contra li Bonzi, infin'à tanto che loro si straccorno; e gia si sariano contentati co* far credere à gli laici, che la legge de Christo e le sette del Giappon erano tutte vna cosa; ma è stato necessario dichiarar la differenza a che era fra la bugía, e la verità; e che le sette del Giappon tutte erano fondate sopra la buggia; e quella di Christo era via della verità; e infin'adesso se attende à predicar questo à grandi, e à piccoli: e cosi si va conoscendo la differenza tra l'vno e l'altro. S'è anchora scritto vn libro ilqual fece il Padre Baltassar Gago, e lo presentò al Rè; e lui lo rimandò al Padre dopoi che lo fece leggere tutto, avanti di se e delli suoi co*siglieri ò gouernatori e laudollo molto e lo sotto scrisse di sua mano: e fece dire al.P.che lui si reteneua una copia de quello per se; e che haueua sotto scritto l'originale, che rimandaua di sua mano, acciò che si mostrasse à quelli che gouernano il regno, e si sapesse la verità di quello che predicano li Padri spirituali de gli Christiani, e li fobino beneuoli. Et dall'hora in qua viuiamo in gran pace.
Si sono fatti sempre etia* qui Christiani; e fra gli altri (p.9)

vn'huomo d'età di piu di.40.anni per nome Paulo molto ingegnoso, e eloquente nella lingua Giapponese e dotto nella legge delli Genxi; laquale è di piu forza che alcuna altra in questa terra; e tiene che non vi sia niente dopò questa vita. Fecesi Christiano con tanto chiara cognitione dell'error suo, e della verità della legge nostra, che mai cessa di parlar della falsità della prima, e della felicità e eccellenza della legge di Christo. Prima di darse à Dio, fu molto trauagliato da tentationi del demonio; tanto che venne ad ammalarsi: pur dopoi che si risolse, riceuette il manna nascoso, in grande abondantia; e Iddio.N.S.si è seruito molto di lui, inaiutar à tradurre quello che accadeua in lingua Giapponese, e in tirar altri alla via della verità, e in co*servar Chistiani, quali prima perseguitaua. Andò diuerse volte di qui col.P.Baltassare fuora da sei e piu miglia, doue fece molto frutto, Adesso sene andò à Firando, sette ouero otto giornate di qui per aiutar li Christiani di quella, il tempo che di là starà il Padre Baltasar Gago. Sua moglie e figliuoli sono Christiani, molto deuoti, tre di sono, che ho riceuuto lettere de Firando, che fa lì gran frutto.
Si Fece etiam Christiano vn Bonzo molto intelligente nella sua setta, laquale è di quelli che fanno meditationi; e questi ci fanno piu repugnantia chi altri venne in tanta cognitione della sua Cecita e in tanto gustò della Dottrina de Christo, che non si satia mai de interrogar quel che potrà far per adimpire la legge Diuina, viue molto contento d'essere Christiano e dà gran co*solatione agl'altri fedeli. Scrisse vn libro che si è ricolto de molte predicationi e ha in animo di manifestar la legge de Christo, nel (p.10)

paese suo, il quale è vicino alla gran città di Meaco, che è la fontana delle sette del Giappon, e ogni di stá per partirsene. Iddio Nostro.S.si degni aiutarlo, e secondo che monstra pura l'intentione e animo suo, ne ha il padre Balthasar speranza e anche tutti noi, che l'aiuterà, per che è homo semplice e molto ricordeuole delli beneficii, si d'Iddio, si etiam degl'huomini, e continuamente fa oratione per li Padri che l'hanno insegnato, e per quelli che l'hanno mandato qua, e per tutti quelli che attendamo à manifestar la legge d'Iddio.
Nell'anno del.54.si fece Christiano vn Signore d'vna Terra vicino à Bongo, e pregò il Padre si contentasse andar à far sua moglie Christiana. Andò detto Padre Baltassar e fece oltra sua moglia tutta la casa sua, e altri molti Christiani. Dall'hora inanzi si cominciorno à battezzare quelli della terra, e gia quasi tutti sono christiani, per essortatione del detto Signore della terra, chiamato Anselmo.lui e quattro figlioli suoi sanno le orationi, e le insiegnano agl'altri.
Questo medesimo anno vn Christiano per nome Antonio.andò à certa terra chiamata Cutami.30.miglia di qua, per guadagnarsi il vitto suo: dove trouò vn'homo, alquale da.70.giorni imanzi haueua il demonio cominciato à stringere la gola, di tal modo che non poteua mangiare de beuere cosa alguna, e sapendo questo, Antonio hebbe compabione di lui, e ricordandosi che il ladrone per riconoscere li suoi peccati e dimandar perdono di quelli à IESV.N.S.l'ha ottenuto, pigliò vn vaso d'acqua, e feceli disopra il segno della croce, e disse il Pater.N.dopoi essortando l'homo ad hauer dispiacere de suoi peccati, (p.11)

e ad accettar la fede con credere che chi l'haueua creato, lo poteua saluare, l'infermo li rispose che lo credeua all'hora gli dette à beuere l'acqua, qual beuuta molto bene e mangiato subito di vn riso che vi era, restò con voluntà di quanto prima potesse venir qua à farsi christiano e cosi venne, e lasciate le vanita che prima adoraua, imparò subito l'orationi, e pochi giorni dopoi d'essere christiano morse. Conuertì anche Antonio i vi vn huomo d'età de piu de.50.anni di gran parentato, il qual venne da noi à farsi Christiano e chiamasi Luca, questo Come fu battezato, conuertì molti altri e desiderando ridur la sua moglie e altri ricercò il Padre Baltassar, che volesse andar di là. Andò quest'anno del.55.presso alla quaresima, con nostro fratello Gioua* Fernandez e Paolo e Antonio.8.ò.10. giorni che di là stettero de di e di notte sempre hebreo tutti da fare, chi predicando, chi insegnando l'o*roni, e il Padre Battezando.si feccero.160.Christiani, e solamente della famiglia di Luca, si battezzorno.60.fra liquali è stata la moglie sua, e due figlioli che adesso sono molto buoni christiani. Hà sentito ancora a le cose d'Iddio. Il.S.di tutta quella terra, chiamato Gutamidono, vno delli due ò tre li piu grandi Signori che si siano in questo regno di Bongo; e gustò tanto di quelle, che stette senza mangiar infino aluespero, vdendo e dimandando cose della legge d'Iddio, e benche alhora non si fece christiano monstrò desiderarlo molto.disse anche che subito si saria fatto, ma che prima voleua farlo intendere al Rè, e che gli christiani che nel suo paese si facebino, lui gli haueria specialmente raccomandati, e che desideraua molto che tutta la gente (p.12)

del suo paese si facesse christiana. Persuadeua etiam alli suoi seruitori che pigliabino la legge di Christo, e subito si battezzorno molti, e riescono buoni christiani. Riceuemo de le lettere spesse volte, che tutti stanno molto bene e forti nel suo buono proposito; quali saranno fra tutti.300. Spera il.P.Baltassar, che si fara in quella terra gran fruto. fara in circa d'un anno che vn huomo che haueua guasta in gran parte la vista si fece christiano; e piacque à Dio.N.S.che dopoi ha visto chiaramente; per la fama del quale, concorrono dallhora in qua danoi, molti ammalati d'ogni banda, e d'ogni infirmità, ciechi, leprosi, muti, ammalati di febre; e di altre infirmità. Specialmente accadete che nel luogo di quel christiano che guarì degl'occhi, era cruciato vn huomo dal demonio con altri di sua generatione cominciando dall'auo, il quale per liberarsi del detto demonio, haueua speso puasi tutta la sua roba implacar gl'Idoli, e non era stato liberato ma anche era piu tormentato e anche vn figiolo suo di età di.30.anni, e in quest'anno del.55.cominciò il demonio a parlar in lui, e non conosceua padre ne madre; stete.15.di senza mangiar cosa alcuna; al fin delli quali gl'andò à visitar il Padre Baldassar; e gl'ordinò nominasse Santo Michele: e subito, che lo disse; cominciò à tremar molto fortemente; e à far molti gesti; hauendo di ciò li circonstanti non picola paura. Et dicendo il.P.sopra di lui in nome del.P.del figliuolo, e dello Spirito Santo; egli restò libero dal demonio: et subito cominciò à parlar, come psona di giuditio; et ma*giò et riceuette l'acqua del Sa*to battesimo, co* altre sei, ò sette persone, e à lui pose il Padre nome Michele, e al suo padre Paolo. Di là à pochi giorni venne vna (p.13)

sua sorella di.30.anni che era anchora a lei tormentata dal demonio, ilqual parlaua per essa in certi tempi. Sentì qui le cose d'Iddio e essendo domandata se l'intendeua, rispose, di volersi far christiana, e cosi si battezzò: ma volendo il Padre insegnarle à far la benedittione, comminciò lei à tremar molte fortemente. Era questo di mezzo giorno: e stette il Padre Baldassar ad orar sopra di lei, e l'essorcismi, persuadendola dicesse il nome di IESV e di Sante Michele: e all'hora il demonio piu la tormentaua; stringendole la bocca. Dopoi parlò cantando; e disse, che se noi reprouabimo gl'Idoli Xiacca e Amida (che son quelli che fecero le sette del Giappon) che no* vi saria altro, che douesse adorarsi, e cosi parlò altre cose circa le sette, e che non vi era chi lo vencesse, e che non doueua adorar cosa alcuna. Il di sequente, che era la festa di nostra Donna, essendo la casa piena di christiani disse il Padre Messa; nella qual si trouò presente anche quella donna, e finita la Messa il detto Padre ritornò à domandarla come staua, gli rispose, che molto bene: e dicendole nominasse Santo Michele, cominciò à tremar, e serrava le labbra, dicendo che sene voleua vscire; Ma che erano tre età, che staua in quella casata allogiato, e che perciò non haueria voluto indipartirsi: e dicendole vn'altra volta il Padre, che nominasse Santo Michele; disse che erà vn fastidio. Dopoi comincio à piangere e à lamentarsi, dicendo, doue anderò.come anche soul far con questi Bonzi mettendoli auanti, se lascierete di far l'ufficio vostro, e di pigliar danari da questi; e quelli doue anderete? Li christiani che là stauano presenti, si posero tutti in oratione; e dopoi che stettero un pezzo in quella; il demonio sene partì; e (p.14)

la donna parlò, dimandando à bere, essendo in tutti suoi sensi le diedero acqua benedetta a bere, dicendole nominasse IESV, Maria; e tanto dolcemente li nominò che pareua parlasse vn agnolo: nominando anche subito.S.Michele. Del che, vede*dola tutti libera, resero gratia à Dio.N.S. e infin'adesso mai più il demonio è tornato à tormentarla. Viene da noi spesse volte, e chiamasi Maria.
Gl'amalati di queste bande tutti si fanno christiani, co* volunta di saluar l'anime loro; rimettendo il resto alla bo*ta d'Iddio.lui sia benedetto, che d'un anno in quà più di.300.di quest'amalati si son fatti christiani: liquali dopò'l battesimo narrano le gratie che la Maestà sua gl'hà fatte dopò quello; chi di patienza; che gl'a donata per partir l'infirmita; chi d'esser liberati di esse; ciascun di questi amalati tira subito dietro a se, due, tre, diece, ò quindici persone sane alla via d'Iddio. La medicina corporale che qui a loro si da, è l'acqua benedetta; laquale è tanto prouata in questo Regno, che da tutte le bande, etiamdio da trenta, e quaranta miglia vengono a cercarla: et si trouano molto ben con essa spetialmente quelli che hanno male a gl'occhi, che è l'infirmita più comune in questa terra. Gran parte delli poueri di quella si son fatti christiani, e anche il capo loro: e quelli, che restano; si fanno pur a poco a poco. Vengono qui spesse volte, per imparar l'orationi: dopoi sene vanno à domandar la limosina.
Quest'anno del.1555.dal principio di quaresima infin'alla Pentecoste ogni di vi è stata Messa, e predica, congregandosi li christiani a buon'hora la matina. Con questo è cresciuto tanto il feruore e diuotione loro che vn di ina*zi, per un'altro veniuano alcun a casa nostra dalli (p.15)

luoghi conuicini, à dormire: altri due hore auanti l'alba, che la casa non se capiua ta*ti. Il nostro charibimo fratello Giouan Fernandez gli dichiaraua il Pater Noster, del che molto certo si consolauano In tutto questo tempo si fecero christiani; tal giorno diece, tal quindeci tal venti. Nel giorno del Venerdi Santo da tutte le bande vennero qui christiani alla Chiesa; qual sempre stette piena di gente: e la precedente notte del giouedi santo si fece disciplina; e dopoi si predicò della pabione.e il tutto si eseguì con grande deuotione, e non menor feruore. Ogni di oltre li digiuni, s'è predicato infin'alla Pasqua; e anche dopo quella infin'alla pentecoste similmente ogni giorno ad instanza delli christiani s'è predicato; trouandosi sempre piena la casa di gente. Dentro della Quaresma si fecero più di sette cento christiani, essendo prima tutti nelle cose d'Iddio amaestrati.
Molto s'edificano li gentili del nostro modo di soterrar li defunti: e la prima volta che ne sotterrammo vno ci acco*pagnorno più de tre milia persone, che veniuano per vedere: e questo non tanto perche si facesse gran pompa; quanto perche li gentili quando morono i suoi medesimi padri, non solamente non li portano con honore à sotterrar; ma ne anche li cauano fuori per la porta di casa della qual si seruono comunemente, ma per vn'altra di dietro, accio non sieno visti; ne meno vogliono sentir pregar per loro. Hanno anchora altre cose di crudeltà con li defunti. Etia*dio gl'istebi Bonzi quando tengono qualch'uno vicin'alla morte, lo cacciano fuori, acciò non li muora in casa: e vede*do la charità fraterna di christiani; e che vgual'honor fanno alli poueri, e alli ricchi; e che con venera- (p.16)
B

tione li sepelliscono; s'edificano molto di ciò; e dicono, che non c'è altra cosa como la legge di Christo. Vi sono molti christiani, che ricercano la confebione; e vorriano spesso frequentarla. Ma non v'è più, che vn solo sacerdote, che li possa sodisfare. Vengono continuamente alla messa, e predicatione; mostrandosi parati à far pel seruigio diuino qua*to li fusse comandato. Danno grand'edificatione alli suoi parenti, e conoscenti con l'emendatione della lor vita dopò il christianesmo. E tanta la gratia che Iddio li concede che quelli si tengono più felici, che maggior vergogna dal mondo riceuono per essere chistiani. Vno si battezzò qui che al principio si nascondeua, temendo la vergogna dal mondo: ma dopoi par che più si mantiene del cibo di parlar delle cose d'Iddio, e di tirar altri alla nostra fede; che del cibo di parlar delle cose d'Iddio, e di tirar altri alla nostra fede; che del cibo corporale; impercioche di giorno e di notte non fa altro, che ragionar della falsità, e errori nelliquali prima viueua, e della verità, nella qual viue adesso.
Per tutto questo Regno di Bungo già vi sono alcuni christiani; e in alcune terre vene sono assai insieme; come in Iacataa, doue saranno da sessanta. In Siguido altri tanti. In Cutami più di dugento; e tanto li padri, come li figliuoli sono molto forti nelli suoi propositi In ciascun luogo di questi v'è un christiano, alquale gl'altri riveriscono per la vertù sua: e costui gl'essorta à quel che conuiene; e spesse volte viene qui alla messa e predica e adimparar l'orationi, e cosi, per la gratia d'Iddio caminano di bene in meglio.
Io al presente stò qui in Bungo solo, aspettando ogni di il Padre Baldassar, il quale andò à Firando, per confessar li Portughesi, che di la arriuorno. Andò con lui nostro fra- (p.17)

tello Giouan Fernandez; Amador, e vn Portughese venuto qui per confessarsi chiamato Luigi d'Almeida; e Paolo. Prima, che il Padre si partisse, venne què il Rè; et gli disse; che per la strada non hauesse cura di niente, per che lui manderebbe vn'homo seco, che non gli lascierebbe mancar cosa alcuna nel viaggio: e che anche alla tornata l'accompagnerebbe; se il Padre volesse, e ordinò alli suoi Capitani, che nella strada, per doue lui haueua à passare, dimorauano, pouedessero il padre di caualcatura, e del vitto e di quà mandò quattro caualcature: in modo; che il Padre andò ben prouisto; il che era ben necessario, essendo la via piena di ladroni, che à nessuno perdonano. Qui in casa nostra, stà sempre vn christiano del paese d'incirca settanta anni: e alcuni altri, che vanno e vengono, persone di ricapito, dormono in casa, per guardia di quella; e il giorno parlano à quelli che vengono delle cose d'Iddio, e leggono vn libro, che s'è tradotto in lingua del Giappone. La notte dopò l'Aue Maria, facciamo orationi comuni, dicendo il Pater noster, Ave Maria, Credo, e Salue regina. Si fà etiam oratione per li nauiganti; e spetialmente per li nostri, che vengono al Giappon: e dicono similmente le Letanie, acciò Iddio.N.S.ci guardi dalli nimici visibili, e invisibili. Dopò questo ci mettiamo à dormire, la diuina sua bonta mi dia gratia di dar à tutti loro buona edificatione. Se hauebi à scriuere tutte le cose del seruitio d'Iddio, che nel Giappon si fanno, saria historia molto lunga; perche ogni di socedeno molte cose; lequali anche mi leuano in parte la memoria dell'arte. Nostro fratello Antonio Cina ci hà scritto dandoci raguaglio particolare della passata di questa vita all'altra di.N.Padre (p.18)
B ii

Francesco: e rendiamo gratie à Christo.N.S. che l'habbia posto in luogo, donde meglio vedesse li bisogni nostri; e per quelli ci fusse spetial intercessore. Dopò questa scritta, venne à casa nostra vna donna con suo marito d'vna terra, chiamata Ida, doue vi sono alcuni christiani: e veniua lei con proposito di battezzarsi col marito suo: e per non trouar quà il Padre Baldassar, già sene tornaua: Ma un christiano per nome antonio (che staua in casa nostra, come di sopra hò detto) disse facciamo tutti oratione per quelle due persone: e cosi cominciamo parecchi christiani, che qui ci trouauamo, à dir il Pater Noster tutti insieme con voce alta: e mentre noi orauamo; molti videro la donna tremare tanto fortemente; che tre homini non bastauano à tenerla, e con tanto stridor di denti, che pareua sele ro*pessero: Ma al fine s'adormentò. Nel tempo, che lei tremaua, Antonio detto la bendiceua, gittandole acqua benedetta adosso; e noi tutta via continuando nostra oratione. Dopò d'esser lei stata un pezzo adorme*tata, si suegliò, con dire, che non si haueua à partir di qui: e essendole detto, che nominasse IESV e Maria, lo disse come scorrucciata; e con vna voce, che pareva nimica. Tornamo à far oratione tutti insieme per vn pezzo; dopò il qual cominciò la donna a parlar in suo senno; e disse il nome di IESV, e Maria, con molta diuotione; soggiungendo, che lei adoraua colui, che l'haueua creata; e avanti vn Crocifisso co*fessaua esser stata molto peccatrice. Dopoi mi narrò, che dalli sette anni sempre haueua tenuto come vn peso graue nel suo cuore; ma che adesso si trouaua molto allegra, e senza quello. Dormì qui vna notte col suo marito: e la mattina dopo d'hauer la essortata à dir spesso il nome di (p.19)

IESV e Maria, sene tornò à casa sua molto allegra con proposito di riceuere il santo battesimo lei, e il suo marito, come tornasse il Padre da Firando. Io restai di questo sodisfatto, che non partì niente simile à quella, che era stata prima; anci pareua, che parlasse con spirito d'ogni perfettione, e charità. Io con tutti li nostri del Giappon mi racomando molto nell'orationi vostre e vi prego c'impetrate gratia d'essere ogni di più atti instrumenti del diuino seruigio. In questa Terra di Bungo, doue restiamo.10.di Settembre. MDLV.

Indegno di seruirui Duarte de Silua. [p.20]