Autor: P. BRANDAON
Título: D'VNA LETTERA D'AIRES BRANdaon, Religioso della Compagnia di IESV scritta in Goa città dell'India à.29.di Nouembre.1556.à quelli della medesima Compagnia d'Europa.
Colección: AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558.
Lugar y Fecha: 1555
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Localización y transcripción: Carla Tronu




AVISI PARTICOLARI DELAVMENTO CHE IIDIO DA ALLA SVA CHIESA CATHOLICA NELL'INDIE, ET SPETIALMENTE NELLI REGNI DI GIAPPON, CON INFORmatione della China, riceuuti dalli Padri della Compagnia di IESV, questo anno del.1558. p.1)

D'VNA LETTERA D'AIRES BRANdaon, Religioso della Compagnia di IESV scritta in Goa città dell'India à.29.di Nouembre.1556.à quelli della medesima Compagnia d'Europa.

PAX CHRISTI.
ACCIO VI CONSOLIATE IN CHRIsto.N.S. intendendo il buon soccesso di questa nuoua Vigna sua dell'India; vi auiso che è notabile il concorso di questa gente alli sacramenti; e alla parola d'Iddio che si predica le Domeniche, e Feste, e Venerdi ordinariamente, con molta diuotione, e lagrime degl'auditori, delli quali è tanto il numero, che quattro chiese della grandezza di questa nostra (che non è piccola) non credo hareb- (p.59)

beno potuto capir la gente che vi concorreua. Et cosi empiuta ogni cosa fin'alli chiostri; gl'altri erano sforzati à tornarsene. E cosa d'ammiratione; e per molto lodar Iddio, veder tanta diuotione in queste nuoue piante; che al tempo, che s'aprono le porte della chiesa, alle volte starano gia fuori di quella aspettando gran numero d'huomini e donne, per esser delli primi à pigliar il luogo, acciò tardando no* restino fuorì per la moltitudine. Gl'uffici anche della settimana santa; e spetialmente il serrar del corpo sacratibimo di.N.S.si son fatti con tanta solennità e diuotione, quanta non si potrebbe dire.
Al principio di Settembre di quest'anno arriuono à questo porto, quatro naui, nelle quali veniua il Padre Patriarcha con li suoi compagni per t'Ethipoia; e il.P.Don Gonzalo con altri, per restar nell'India; e tutti sani per la diuina gratia. E stata grande l'allegrezza, che hà preso questa città, con la venuta loro; e specialmente gl'ecclesiastici impercioche essendo morto il suo Vescouo; e non segli mandando anchora successore, sperauano sopplirebbe il Patriarcha, in alcune cose almeno; come hà già fatto, co*sagrando il Chrisma, e promoue*do à gl'ordini sacri presso quaranta persone. Subito, che giunse, cominciò il detto Patriarcha, à trattar della sua partita per l'Ethiopa, al tempo che per quelle bande si suole nauigare che è nel mese di Gennaio seguente: Et consultando la cosa col Vicerè, acciò prouedesse dell'armata, e altre cose necessarie. Finalmente fu risoluto (attesa la risolutione, della quale il.P.M.Gonzalo poco innanzi venuto dal Preste Ianni, ò Re d'Ethiopia ci haueua informato) che per quest'anno per giusti e necessarii rispetti, non douesse passar il Patriarcha in (p.60)

Ethiopia; ma che si mandassero alcuni innanzi, acciò tentassero, e disponessero il Preste, e quelle genti d'Ethiopia: dando pur fra questo mezzo rimedio, alli Portughesi, che molti vene sono con le sue famiglie in quelli Regni: per lo che fu eletto il Padre Vescouo Andrea, ilqual va molto animato con altri quattro della Compagnia nostra: per lo cui passagio; ha gia il Vicerè deputato vn capitano : ilqual con quattro ò cinque fuste armate lo condurrà questo Gennaio seguente infin'ad vn porto del Preste; dal quale sicuramente potrà andar per terra alla sua corte. Manda anche il Vicere vn ambasciador, con altri, che accompagnano il.P.Vescouo; il quale ha lui prouisto delle cose necessarie per due anni; acciò non habbi à domandar niente al Preste. Et da ordine à certi mori del porto, acciò possa il detto.P. per mano loro auisarci con sue lettere di ciò che vorrà. Piaccia alla Diuina bontà dargli tanta gratia, che possano vencere, e espugnare quella si aspra, e dura fortezza, che li tiene il Demonio. E certo ben degno questo negocio, che ogni giorno sia raccomnndato à Dio.N.S. per la gran difficultà, e importanza di quello.
Acciò etiam sappiate com'è introdutto lo studio delle lettere in questa Città di Goa, capo dell'India, teniamo schole in questo collegio aperte, per quanti vi vogliono venire della terra, compartite in sei clabi: le tre sono d'humanità; e nella quarta s'insegna leggere e scriuere, e la dottrina Christiana: nelle due altre si legge philosophia e Theologia: e questo Ottobre s'è introdotto l'essercitio delle dispute publiche : costi vi mandiamo le conclusioni stampate. Vi si trouorno molti huomini dotti; e durò la disputa fin quasi alla (p.61)

notte. Finalmente le cose passorno in modo, che tanto il Vicerè e nobili, che si trouorno presenti; quanto gl'altri circostanti sene partirono molto sodisfatti. Sia il tutto à gloria d'Iddio. Questo delle schole è vno delli gran frutti; che in questa terra si fanno; perche oltre dello studio delle lettere, per lo spirito buono e costumi christiani, che n'acquista uogli scholari; nelle loro case s'affaticano molto in tirar anche li padri, e famiglie sue al seruigio Diuino.
Nell'infima schola sono più di quattro cento cinquanta giouani, e molti di quella son passati, e passeranno tutta via alle superiori. Ha fatto quest'ufficio d'insegnargli vn fratello nostro già cinque anni incirca; ilquale anche oltre d'insegnar li suoi giouani, è ito per le chiese, e case di questa Città, insegnando la dottrina christiana, etiam dio à gli schiaui, e altri huomini grandi. Il simile fanno alcuni altri fratelli nostri. Tornando alle schole; saranno in quelle seicento scholari forestieri poco più ò meno. Et senza questi habbiamo dentro le nostre porte (in stanze però distinte) incirca cento figliuoli, la maggior parte di loro della terra, di diuerse lingue (come s'è scritto altre volte) i quali s'alleuano in buoni costumi, e dottrina. Vi sono fra loro alcuni figliuoli di Portughesi; e Indiane, Habbiamo anche acanto di questo collegio vno spedale d'amalati christiani doue stanno alle volte più di quaranta persone; delli quali habbiamo cura in ogni cosa. Nel medesimo luogo s'insegnano i Cathecumini; e spetialmente donne; per non hauer infin'adesso stanza certa per esse.
Questo anno del.1556.si son fatti molti christiani in questo collegio: e sempre sene fanno : Et adesso ne (p.62)

teniamo trenta cathecumini, e più, già insegnati, per battezzarsi, tra liquali è vno, che dalla terra ferma è venuto per farsi christiano; hauendo prima discorso per molte terre, p* veder in qual legge potria meglio viuere et saluarsi; e trouo, che in nessuna potria essere migliore, che nella legge di christiani. Et sessendo egli persona honorata, e di auttorità tra li suoi; sene partì con questa risolutione; menando secco otto seruitori suoi pel medesimo effetto: i quali però venti dal Demonio, l'abandonorno, in fuori di due con li quali arriuò al Collegio nostro. Di questi, che si fanno christiani, secondo la qualità delle persone si risolue quel che di loro si ha da far dopò'l battesimo; per che alcuni sene vanno subito à case loro, per esser persone di maggior rispetto; e delle quali habbiamo maggior confidenza: altri infin'à tanto, che nella fede di Christo.S.N. sieno più fortificati, rimangono in casa nostra. Altri si danno per seruigio à persone christiane, dalle quali si pensa ricereuanno più tosto aiuto che danno: Altri s'applicano à quell'arti, per lequali si trouano più atti: Altri si maritano. Di maniera che à tutti per la gratia Diuina si da il miglior ricapito, che si può. Et non è questo poco necessario, per caggione della debolezza, e fragilità loro. Et fin'adesso vna delle cause, p* le quali non si son fatti in quest'Isola di Goa, ne anche nell'altre parti dell'India; christiani più che tanti, è stata, perche erano mal trattati; etiam da gl'istebi Portughesi, e perciò dopò che vennero all'India il.P.Antonio di Quadros e il.P.Melchior Caruero; hauendo nelle sue prediche sempre questo ripreso con grande essageratione; si vede adesso qualche emendatione. Piacera à Dio.N.S. che vada innanzi, acciò queste pecorelle perse si riducano allui (p.63)

vero Pastore loro.
Nell'Isola di Choran non lungi di questa (della qual s'è dato raguaglio altre volte) benche sia picciola vi si fa tutta via buon frutto; prouedendosi da questo Collegio di cio, che è necessario, per la sostentatione e aume*to di quella christianità. Adesso vi s'è finita vna chiesa diuota, chiamata Santa Maria delle gratie. Vi saranno già in quella presso à trecento christiani. Et quest'anno del.1556.sene sono battezzati cinquanta. Ogni Dominica, e festa coma*data vi si manda di qui vn sacerdote, per dirgli Messa; la quale finita, gli dichiara e insegna la dottrina christiana. Assai di loro sene confessano; e secondo la capacità delle persone, segli concede la comunione ò nò; Speriamo che in breue tempo si farà tutta l'Isola, christiana; perche è risoluto il Vicerè d'accarezzare gli christiani, dargli ogni fauore: e principalmente per la misericordia di Christo.N.S. che vorrà non si perdano tante anime ricomperate con si caro prezzo. Il detto Vicerè, chiamato Don Alfonso di Norogna, anda*do la vna volta; e informa*dosi di qua*to si speraua far con quella gente; per tirarla alla via della verità, concesse per la chiesa e christiani, vn gran Campo, presso alla medesima chiesa doue cominciano adesso a fabricar le lor case, e habitarui gli christiani; i quali erano per l'Isola sparsi; acciò con più facilità possano godere delle Mese, che quasi ogni di si dicono; specialmente quando accade che alcuno de nostri per ricoperar la sanità ò per altra cagione stia lì. Anche il.P.Francesco Rodriguez prouede per la sostentatione temporale delli poueri, con limosine di persone diuote; perche la conseruatione e aumento di questa christianità humanamente depende dal portarsi (p.64)
E

bene ò male con loro li Portughesi; be*che sopra il tutto sia la Diuina gratia.
Il Padre Anriquez nel capo di Commurin con gl'altri nostri fratelli han patito quest'anno grandi trauagli per la guerra, che i Mori fanno à gli Christiani. Diuerse volte s'è trattato di transferir quella Christianità in Ceilan, per euitar le molte persecutioni, che patisce con li Padri, che la gouernano; Ma infin'adesso non s'è fatta risolutione.
Arriuò il.P.Don Gonzalo al collegio nostro à.9.hore di notte; e subito la mattina seguente cominciò predicare nel Domo. Dopoi predicò il medesimo nell'essequie dell'infante Don Luigi, con gran diuotione e lagrime della gente. Dopoi questi Padri han publicato vn giubileo, che seco portauano; e pochi, credo, restorno della Città, che non si confessabino, e che non procurabino guadagnarlo. L'aiuto del.P.Patriarcha in ciò con li suoi compagni confessori, ci fu ben opportuno; impercioche era tanto il numero di penitenti, che etiam nel chiostro, e horto s'attendeua alle confebioni. Si fece finalmente gran frutto con questo aiuto,che ci mandò la Sede Apostolica. Data vt Su.

Aires Brandaon. [p.65]